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Vitamina D in autunno: stagionalità, livelli ematici e ruolo della vitamina K2

Vitamina D in autunno: stagionalità, livelli ematici e ruolo della vitamina K2

In breve

  • Stagionalità: a Boston (42,2°N) tra novembre e febbraio non si è formata previtamina D3; a Edmonton (52°N) tra ottobre e marzo (Webb et al., 1988).
  • Europa: su 55.844 persone, 25(OH)D <30 nmol/L nel 13,0% in media annua (17,7% nel semestre ottobre-marzo contro 8,3% nel resto dell'anno) e <50 nmol/L nel 40,4%.
  • Muscolo: meta-analisi di 30 studi, effetto piccolo ma significativo sulla forza (SMD 0,17), più marcato con 25(OH)D <30 nmol/L e dai 65 anni. Osso: 81 studi, nessun effetto su fratture e densità in adulti per lo più non carenti.
  • Vitamina K2: effetti favorevoli sui marcatori di carbossilazione e turnover osseo; a 3 anni, con 375 µg di MK-7, nessuna differenza su densità ossea e microarchitettura.
  • Sicurezza: livello massimo tollerabile EFSA di 100 µg al giorno per gli adulti.

Fisiologia essenziale: dalla pelle al 25(OH)D

La vitamina D (colecalciferolo, o D3, di origine animale e prodotta dalla pelle) si ottiene in due modi: sintesi cutanea e apporto con alimenti e integratori. Nella pelle, la radiazione UVB converte il 7-deidrocolesterolo in previtamina D3, che per isomerizzazione termica diventa vitamina D3. Nel fegato la D3 viene idrossilata a 25-idrossivitamina D [25(OH)D], il marcatore usato per valutare lo stato di vitamina D, e nel rene a 1,25(OH)₂D, la forma attiva.

Le indicazioni autorizzate a livello europeo riconoscono che la vitamina D contribuisce al mantenimento di ossa, denti e muscoli normali, al normale assorbimento e utilizzo di calcio e fosforo, a normali livelli ematici di calcio e alla normale funzione del sistema immunitario; la vitamina K contribuisce al mantenimento di ossa normali e alla normale coagulazione del sangue (Reg. UE 432/2012).

Stagionalità e latitudine: perché l'autunno è il momento di agire

Un classico studio sperimentale ha esposto pelle umana e 7-deidrocolesterolo alla luce solare in giornate serene a diverse latitudini. A Boston (42,2°N) non si formava previtamina D3 da novembre a febbraio; a Edmonton (52°N) il periodo inefficace era più lungo (da ottobre a marzo); a latitudini più meridionali (34°N e 18°N) la luce solare era efficace anche a metà inverno. Gli autori parlano di un "inverno della vitamina D" che si allunga all'aumentare della latitudine (Webb et al., 1988). Si tratta di un modello su giornate serene: nella realtà nuvolosità, abbigliamento, tempo trascorso all'aperto e fattori individuali (età, fototipo) modificano ulteriormente la sintesi. La latitudine dell'Italia (circa 36-47°N) colloca gran parte del Paese a metà strada tra questi riferimenti.

Quanto sono diffusi livelli bassi di 25(OH)D

Europa. Cashman et al. (2016) hanno applicato i protocolli di standardizzazione del Vitamin D Standardization Program a dati di 55.844 individui di popolazioni europee. La prevalenza di 25(OH)D <30 nmol/L, soglia principale di carenza, era del 13,0% in media annuale, con una quota più alta nel semestre ottobre-marzo (17,7%) rispetto al resto dell'anno (8,3%); applicando la soglia più ampia di 50 nmol/L, la prevalenza saliva al 40,4%. I gruppi con pelle scura presentavano prevalenze molto superiori (da 3 a 71 volte) rispetto alle popolazioni di origine caucasica. Gli autori concludono che la carenza è presente in tutta la popolazione europea con tassi tali da richiedere interventi di sanità pubblica.

Italia. Uno studio su 3.448 adulti (1.174 uomini e 2.274 donne, 20-81 anni) di quattro comuni rurali del Lazio meridionale ha rilevato i valori minimi a febbraio-marzo e massimi tra agosto e settembre. A fine inverno i livelli medi erano al di sotto della soglia di sufficienza (30 ng/mL) in entrambi i sessi; gli uomini raggiungevano la sufficienza in estate, le donne solo a fine estate. Le medie annuali erano di 24,1 ng/mL negli uomini e 17,2 ng/mL nelle donne; i valori calavano con l'età (Morsilli et al., 2022). I campioni di siero risalgono agli anni 1993-1996 e le soglie usate sono quelle delle linee guida italiane di riferimento: i valori vanno quindi letti come indicazione della stagionalità e non come fotografia della popolazione attuale.

Fabbisogno di riferimento. L'EFSA ha fissato un'assunzione adeguata (AI) di 15 µg/die (600 UI) per gli adulti, calcolata assumendo una sintesi cutanea minima e riferita a un valore target di 25(OH)D di 50 nmol/L; in presenza di sintesi cutanea il fabbisogno alimentare è inferiore o può essere nullo (EFSA, 2016). È un punto che aiuta a interpretare la stagionalità: nei mesi di scarsa esposizione l'assunzione alimentare o da integratori diventa una componente più rilevante dell'apporto totale.

Cosa mostrano gli studi di supplementazione

Muscolo

Una meta-analisi di 30 studi randomizzati controllati (5.615 partecipanti, età media 61,1 anni) ha rilevato un effetto piccolo ma significativo della vitamina D sulla forza muscolare globale (SMD 0,17; p=0,02), senza effetti significativi su massa e potenza muscolare. L'effetto era maggiore nei soggetti con 25(OH)D basale <30 nmol/L e nelle persone di almeno 65 anni (SMD 0,25; IC 95% 0,01-0,48) rispetto ai più giovani (SMD 0,03) (Beaudart et al., 2014). I risultati indicano dunque che il beneficio sulla funzione muscolare è legato soprattutto al punto di partenza e all'età.

Osso

Una revisione sistematica con meta-analisi di 81 studi randomizzati ha concluso che, negli adulti inclusi, in larga parte donne over 65 residenti a domicilio, la supplementazione di vitamina D non riduceva fratture e cadute né migliorava in modo clinicamente rilevante la densità minerale ossea. Gli autori precisano che solo il 6% degli studi riguardava soggetti con 25(OH)D <25 nmol/L (circa 800 partecipanti) e che i dati nei veri carenti restano limitati (Bolland et al., 2018). Il dato è coerente con l'idea che il ruolo della vitamina D sia garantire livelli adeguati e non "potenziare" l'osso oltre la sufficienza. Il valore pratico dell'apporto stagionale sta quindi nel prevenire il calo dei livelli nei mesi di minore esposizione.

Il ruolo della vitamina K2

La vitamina K2 (menachinone) è cofattore della γ-glutamil carbossilasi, che carbossila proteine vitamina K-dipendenti come l'osteocalcina; la forma carbossilata lega il calcio alla matrice ossea. Una meta-analisi pubblicata nel 2025 su 9 studi randomizzati (2.570 donne in postmenopausa) ha rilevato aumento dell'osteocalcina carbossilata e della fosfatasi alcalina ossea specifica e riduzione dell'osteocalcina non carbossilata e dei marcatori di riassorbimento osseo, ossia segnali favorevoli sul turnover osseo (Zhang et al., 2025).

Sul piano degli esiti ossei misurati a lungo termine, uno studio randomizzato in doppio cieco su 142 donne in postmenopausa con osteopenia ha impiegato 375 µg/die di MK-7 per 3 anni, insieme a vitamina D3 (38 µg) e calcio (800 mg): l'osteocalcina non carbossilata si riduceva di circa il 65% a un anno, ma a 3 anni densità minerale ossea, marcatori di turnover e microarchitettura non differivano da placebo (Rønn et al., 2021). Il quadro attuale indica quindi un effetto documentato sui marcatori biochimici della carbossilazione, mentre per gli esiti clinici a lungo termine servono ulteriori studi. 

Assorbimento e modalità d'uso

Le vitamine D e K sono liposolubili. Uno studio randomizzato ha rilevato che la presenza di grassi nel pasto aumenta l'assorbimento della vitamina D3 (Dawson-Hughes et al., 2015), e già un lavoro precedente indicava vantaggi dell'assunzione con il pasto più abbondante (Mulligan e Licata, 2010). Il tempo necessario perché i livelli di 25(OH)D si stabilizzino può inoltre variare con la composizione corporea: in 167 adulti che assumevano 700 UI/die, il plateau era raggiunto entro 6 mesi nei partecipanti normopeso e più tardi nei partecipanti in sovrappeso od obesi (Dawson-Hughes et al., 2025).

Sicurezza: il limite massimo

L'EFSA ha stabilito un livello massimo tollerabile (UL) di 100 µg/die (4000 UI) di vitamina D per adulti e adolescenti (11-17 anni), e di 50 µg/die per i bambini di 1-10 anni. L'endpoint critico è l'ipercalciuria persistente, che può precedere l'ipercalcemia; l'analisi ha preso a riferimento un LOAEL di 250 µg/die da due studi randomizzati, applicando un fattore di incertezza di 2,5. L'EFSA osserva che, in Europa, è improbabile superare l'UL con l'alimentazione, salvo per chi usa regolarmente integratori ad alto dosaggio (EFSA, 2023). Per la vitamina K2 va considerata l'interazione con gli anticoagulanti antagonisti della vitamina K (ad esempio warfarin).

Quando è opportuno rivolgersi al medico

  • Per valutare lo stato di vitamina D con il dosaggio di 25(OH)D, in particolare in presenza di fattori di rischio (età avanzata, scarsa esposizione, pelle scura, obesità, malassorbimento)
  • Prima dell'assunzione in caso di terapia con anticoagulanti antagonisti della vitamina K
  • In presenza di patologie renali, ipercalcemia, ipercalciuria, calcolosi renale o alterazioni del metabolismo del calcio
  • In gravidanza e allattamento

Vitamina D3 + K2 Wesalys

Vitamina D3 + K2 di Wesalys fornisce per capsula 2000 UI (50 µg) di vitamina D3 (1000% VNR) e 100 µg di vitamina K2 sotto forma di menachinone-7 (133% VNR), da assumere in 1 capsula al giorno subito dopo uno dei pasti principali. Il contenuto di D3 corrisponde a circa la metà dell'UL EFSA per gli adulti (100 µg/die) e supera l'AI di 15 µg/die, che si riferisce a un apporto complessivo da alimenti e integratori in assenza di sintesi cutanea. La dose di K2 è inferiore a quella usata nello studio a 3 anni citato (375 µg/die). Il prodotto va inteso come supporto nei mesi di minore esposizione solare, nell'ambito di un'alimentazione varia e di uno stile di vita attivo, e da valutare con il medico in presenza di condizioni cliniche specifiche. La confezione contiene 240 capsule vegetali (circa 8 mesi di utilizzo); notifica al Ministero della Salute n. 148832.


FAQ - Domande frequenti

Perché i livelli di vitamina D calano in autunno e in inverno?
Perché diminuisce la radiazione UVB efficace per la sintesi cutanea: a 42,2°N non si forma previtamina D3 da novembre a febbraio (Webb et al., 1988), e in Italia centrale i valori medi sono minimi a febbraio-marzo (Morsilli et al., 2022).

Quanta vitamina D serve ogni giorno?
L'EFSA ha fissato un'assunzione adeguata di 15 µg al giorno per gli adulti, calcolata assumendo una sintesi cutanea minima (EFSA, 2016); il livello massimo tollerabile è di 100 µg al giorno (EFSA, 2023).

La vitamina D serve alle ossa e ai muscoli?
Contribuisce al mantenimento di ossa e muscoli normali. Nei trial, il beneficio sulla forza muscolare è più evidente con livelli basali bassi e dopo i 65 anni (Beaudart et al., 2014), mentre in adulti per lo più non carenti la supplementazione non ha ridotto fratture e cadute (Bolland et al., 2018).

Perché si associa la vitamina K2 alla D3?
La K2 è cofattore della carbossilazione di proteine come l'osteocalcina, che lega il calcio alla matrice ossea. Gli studi mostrano effetti favorevoli sui marcatori; per gli esiti clinici a lungo termine servono ulteriori studi (Zhang et al., 2025; Rønn et al., 2021).

Quando è opportuno rivolgersi al medico?
Per valutare i livelli di 25(OH)D, in terapia con anticoagulanti antagonisti della vitamina K, in presenza di patologie renali, ipercalcemia o calcolosi, in gravidanza e allattamento.

Conclusione

I dati disponibili descrivono con coerenza una stagionalità della vitamina D: la sintesi cutanea si riduce o si annulla nei mesi autunnali e invernali alle nostre latitudini, i livelli di 25(OH)D raggiungono il minimo a fine inverno e una quota non trascurabile della popolazione europea ha valori bassi.
Gli studi di supplementazione indicano benefici più evidenti quando si parte da livelli bassi, come mostrano la forza muscolare e il ruolo dell'età, mentre nelle persone già sufficienti l'effetto aggiuntivo è limitato. La vitamina K2 mostra effetti favorevoli sui marcatori della carbossilazione e del turnover osseo, con esiti clinici a lungo termine ancora da definire. Un approccio ragionevole combina luce naturale, alimentazione, eventuale valutazione dei livelli con il medico e, quando indicato, un supporto con dosi entro i limiti di sicurezza.

 

 

Fonti citate

  • Webb AR, Kline L, Holick MF. "Influence of season and latitude on the cutaneous synthesis of vitamin D3: exposure to winter sunlight in Boston and Edmonton will not promote vitamin D3 synthesis in human skin." Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 1988;67(2):373-378. https://doi.org/10.1210/jcem-67-2-373
  • Cashman KD, Dowling KG, Škrabáková Z, et al. "Vitamin D deficiency in Europe: pandemic?" American Journal of Clinical Nutrition, 2016;103(4):1033-1044. https://doi.org/10.3945/ajcn.115.120873
  • Morsilli O, Guerriero R, Palmieri L, et al. "Vitamin D Status in a Rural Italian Population." Reports, 2022;5(1):1. https://doi.org/10.3390/reports5010001
  • EFSA NDA Panel. "Dietary reference values for vitamin D." EFSA Journal, 2016;14(10):4547. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2016.4547
  • Beaudart C, Buckinx F, Rabenda V, et al. "The Effects of Vitamin D on Skeletal Muscle Strength, Muscle Mass, and Muscle Power: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials." Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2014;99(11):4336-4345. https://doi.org/10.1210/jc.2014-1742
  • Bolland MJ, Grey A, Avenell A. "Effects of vitamin D supplementation on musculoskeletal health: a systematic review, meta-analysis, and trial sequential analysis." The Lancet Diabetes & Endocrinology, 2018;6(11):847-858.
  • Zhang Z, et al. "The effect of vitamin K2 supplementation on bone turnover biochemical markers in postmenopausal osteoporosis patients: a systematic review and meta-analysis." Frontiers in Endocrinology, 2025;16. https://doi.org/10.3389/fendo.2025.1703116
  • Rønn SH, Harsløf T, Oei L, Pedersen SB, Langdahl BL. "The effect of vitamin MK-7 on bone mineral density and microarchitecture in postmenopausal women with osteopenia, a 3-year randomized, placebo-controlled clinical trial." Osteoporosis International, 2021;32(1):185-191. https://doi.org/10.1007/s00198-020-05638-z
  • Dawson-Hughes B, et al. "Dietary fat increases vitamin D-3 absorption." Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, 2015.
  • Mulligan GB, Licata A. "Taking Vitamin D With the Largest Meal Improves Absorption and Results in Higher Serum Levels of 25-Hydroxyvitamin D." Journal of Bone and Mineral Research, 2010.
  • Dawson-Hughes B, Konieczynski EM, Ceglia L. "Obesity may extend the time required to reach a steady-state 25(OH)D level after initiating vitamin D supplementation." JBMR Plus, 2025;9(4):ziaf030. https://doi.org/10.1093/jbmrpl/ziaf030
  • EFSA NDA Panel. "Scientific opinion on the tolerable upper intake level for vitamin D, including the derivation of a conversion factor for calcidiol monohydrate." EFSA Journal, 2023;21(8):8145. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.8145
  • Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione: elenco delle indicazioni sulla salute consentite riferite agli alimenti.

Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce il parere di un medico.