Salta al contenuto
✈️ Spedizione standard gratuita. Contrassegno disponibile (+4€)
🔥 Ordina almeno 89€ e ricevi uno sconto extra del 10% sul totale!
Perché i probiotici sono l'alleato giusto prima e durante le vacanze

Perché i probiotici sono l'alleato giusto prima e durante le vacanze

Valigia pronta, biglietti stampati, playlist per il viaggio... e l'intestino? È la parte del "pre-partenza" che quasi nessuno considera, eppure è proprio lui a decidere se i primi giorni di vacanza saranno spensierati o rovinati da gonfiore, pesantezza o quella fastidiosa "sindrome da valigia" intestinale.

La buona notizia è che il fenomeno ha anche un nome scientifico — gut jet lag — e una soluzione altrettanto concreta: i probiotici.

Perché l'intestino "va in vacanza" prima di noi (e a modo suo)

Quando cambiamo fuso orario, mangiamo a orari diversi dal solito e passiamo ore in aereo respirando aria secca e povera di ossigeno, il nostro corpo non è il solo a doversi adattare: anche i batteri che popolano il nostro intestino seguono un ritmo giornaliero preciso, sincronizzato con il nostro orologio biologico. Quando quel ritmo salta, saltano anche loro.

Il risultato? Gonfiore, transito più lento, stitichezza o, al contrario, quella diarrea del viaggiatore che rovina le prime giornate in una nuova destinazione. Non è un caso isolato: si stima che ogni anno tra i 20 e i 40 milioni di viaggiatori nel mondo ne facciano esperienza. E gli studi lo confermano: bastano poche ore di volo per alterare la diversità del microbiota intestinale, soprattutto quando cambiano insieme cibo, acqua, clima e abitudini.

I probiotici come "alleati da valigia"

Qui entrano in gioco i probiotici: batteri "buoni" che, colonizzando l'intestino, competono con quelli meno amici per spazio e nutrimento, aiutano a mantenere la barriera intestinale in equilibrio e sostengono le difese immunitarie locali, particolarmente sollecitate quando si viaggia. Diverse revisioni scientifiche pubblicate negli ultimi anni, tra cui una meta-analisi su oltre 7.000 partecipanti indicano che alcuni ceppi specifici (come Lactobacillus acidophilus, L. rhamnosus e Saccharomyces boulardii) sono associati a una riduzione significativa del rischio di diarrea del viaggiatore.

Il dettaglio importante? Non basta un probiotico qualsiasi: conta il ceppo, conta il dosaggio, conta anche il momento in cui si inizia ad assumerlo. E qui arriva il vero consiglio da "viaggiatori esperti": iniziare prima di partire, non il giorno della partenza. I batteri buoni hanno bisogno di qualche giorno per stabilizzarsi e costruire quella barriera protettiva prima che l'intestino venga messo alla prova da cibi e acqua non familiari.

Cosa cercare in un probiotico da metter in valigia

Non tutti gli integratori sono uguali. Quando si viaggia, conviene puntare su prodotti che abbiano:

  • più ceppi batterici diversi, per un'azione ad ampio raggio;
  • un buon numero di miliardi di batteri vivi (i cosiddetti CFU);
  • prebiotici che li "nutrono" e li aiutano ad attecchire;
  • un formato pratico, senza bisogno di frigorifero, facile da portare in aereo.

E se non vuoi perderti tra mille opzioni sullo scaffale, ecco tre alternative già pronte, pensate proprio per chi viaggia.

La linea Probio Up di  Wesalys

Su questo fronte, la linea Probio Up di Wesalys offre tre soluzioni pensate per esigenze diverse, tutte prodotte in Italia, senza glutine, lattosio, OGM e additivi artificiali, e adatte ai vegani.

Probio Up è la scelta più versatile per chi vuole partire già "coperto": 20 miliardi di probiotici distribuiti su 20 ceppi diversi tra Lactobacillus e Bifidobacterium, uniti a prebiotici (inulina e FOS) che nutrono i batteri buoni e ne favoriscono l'attecchimento. Nella formula c'è anche il complesso di enzimi digestivi ComplexZyme-5 Vegan®, pensato per migliorare la digestione di proteine, carboidrati e grassi e ridurre il gonfiore addominale — utile soprattutto quando in vacanza si mangiano piatti diversi dal solito o più abbondanti. Completano il quadro le vitamine del gruppo B, che sostengono il sistema immunitario e il metabolismo energetico proprio nei giorni in cui la stanchezza da viaggio si fa sentire di più.
Si assume comodamente con 2 capsule al giorno lontano dai pasti, e una confezione da 250 capsule dura oltre 4 mesi: si può iniziare settimane prima della partenza e portarla con sé anche per più vacanze nell'arco dell'anno.











Probio Up 150MLD
è la versione "rinforzata" della linea, pensata per chi affronta viaggi lunghi, mete extraeuropee o importanti cambi di fuso orario, dove l'intestino viene messo più a dura prova. Il dosaggio sale a 150 miliardi di batteri vivi distribuiti su 30 ceppi diversi (tra cui Lactobacillus, Bifidobacterium, Streptococcus e Lactococcus), abbinati a Inulina Orafti® come prebiotico. La vera particolarità sono le capsule 
gastroresistenti: grazie a un rivestimento specifico, superano intatte l'ambiente fortemente acido dello stomaco e si aprono solo una volta arrivate nell'intestino, dove i probiotici possono agire davvero. Questo significa che si possono assumere anche a stomaco pieno, un vantaggio non da poco quando si è appena finito di cenare fuori in un ristorante nuovo.
Il protocollo d'uso è studiato apposta per il "primo impatto" con la destinazione: 3 capsule al giorno nei primi 7 giorni per un effetto di carico più rapido, poi 1 capsula al giorno di mantenimento per il resto del soggiorno.





 

 


Probio Up Donna
pensa invece al benessere intimo femminile, spesso messo alla prova in estate tra caldo, umidità, costumi bagnati indossati per ore e frequentazione di piscine o spiagge. La formula unisce 5 ceppi selezionati (
Lactobacillus reuteri, rhamnosus, crispatus, acidophilus e il lievito Saccharomyces boulardii) pensati per ripristinare l'equilibrio della flora vaginale e creare una barriera naturale contro le alterazioni batteriche ricorrenti, all'acido ialuronico, che agisce sull'idratazione delle mucose contrastando la secchezza vaginale tipica anche di lunghe esposizioni al sole e al cloro.
Il formato è pensato apposta per la praticità: mini capsule gastroresistenti da appena 1,6 cm, facili da deglutire e da assumere con un bicchiere d'acqua una volta al giorno, ovunque ci si trovi, in hotel, in spiaggia o in aeroporto durante uno scalo.












In sintesi

Il consiglio più semplice, e più spesso trascurato, è mettere i probiotici in valigia prima ancora di scegliere le scarpe da portare: iniziare l'assunzione qualche settimana prima della partenza e continuarla per tutto il viaggio aiuta l'intestino ad affrontare cambi di fuso, cibi diversi e ritmi frenetici con qualche fastidio in meno. Non è una garanzia assoluta contro ogni imprevisto (le buone abitudini su acqua e cibo restano fondamentali), ma è un piccolo gesto quotidiano che può fare una grande differenza tra una vacanza vissuta al 100% e una passata a fare i conti con la pancia.

Fonti

  1. Are probiotics and prebiotics effective in the prevention of travellers' diarrhea: A systematic review and meta-analysis, Travel Medicine and Infectious Disease, 2018. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30278238/
  2. Investigating the influence of probiotics in preventing Traveler's diarrhea: Meta-analysis based systematic review, 2024. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38458507/
  3. Fan H., Liu I-C., Gao L., Wu L., Bismuth subsalicylate, probiotics, rifaximin and vaccines for the prevention of travelers' diarrhea: a systematic review and network meta-analysis, Frontiers in Pharmacology, 2024. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11063717/
  4. Studio del team di Eran Elinav (Weizmann Institute of Science) su jet lag e microbioma intestinale, Cell — sintesi in: Jet Lag Upsets Gut Microbes, The Scientist. https://www.the-scientist.com/jet-lag-upsets-gut-microbes-36575
  5. Dupont H. L., International Travel Disrupts Gut Microbiome, Journal of Travel Medicine — sintesi su U.S. Pharmacist. https://www.uspharmacist.com/article/international-travel-disrupts-gut-microbiome